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Questa icona russa della Madre di Dio “Lenisci i miei dolori”, databile all’inizio del XIX secolo e proveniente dalla regione di Vladimir, rappresenta uno dei soggetti mariani più intensamente emotivi e spirituali della tradizione iconografica russa. Si tratta di un tema relativamente tardo, sviluppatosi esclusivamente in Russia, profondamente legato alla pietà popolare e alla dimensione della sofferenza umana.
Secondo la tradizione, l’immagine sarebbe stata portata a Mosca nel 1640 da alcuni cosacchi e collocata nella chiesa di San Nicola di Myra nella borgata di Pupys. Ben presto l’icona si circondò di una fama miracolosa, che si consolidò in modo particolare nella seconda metà del XVIII secolo, dopo un prodigio che diede origine anche alla sua festa liturgica, celebrata il 25 gennaio.
La leggenda più nota racconta di una donna gravemente inferma, ridotta in fin di vita da una malattia inspiegabile e incurabile. In sogno le apparve la Madre di Dio, ordinandole di recarsi nella chiesa di San Nicola e di pregare davanti a una sua immagine dimenticata. Dopo una lunga ricerca, il sacerdote fece portare un’icona abbandonata nel campanile in seguito a un incendio e ai successivi lavori di ricostruzione. Non appena la donna pregò davanti all’immagine e si accostò a baciarla, sentì rifluire in sé le forze, si alzò in piedi e tornò a casa completamente guarita. Da allora il culto dell’icona si diffuse rapidamente.
Dal punto di vista iconografico, la Vergine è raffigurata in un atteggiamento di dolente meditazione: con gesto assorto porta la mano destra alla tempia, simbolo della partecipazione profonda al dolore dell’umanità. Il volto è inclinato, lo sguardo colmo di compassione e ascolto. Il Bambino Gesù, seduto sul braccio della Madre, sembra appoggiarsi a lei con confidenza filiale e regge un rotolo di pergamena aperto, la cui iscrizione invita l’uomo a esercitare giustizia, misericordia e generosità.
Questa icona non è soltanto un’immagine devozionale, ma una potente sintesi teologica della compassione mariana, in cui Maria si presenta come colei che, avendo condiviso il dolore, è capace di lenire le sofferenze di chi a lei si affida.
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