“L’AVVOCATA DEI PECCATORI”

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Cos’è l’Icona?

L’icona, cioè l’immagine che la Chiesa nella sua tradizione ha consegnato ai credenti come luogo della presenza di Dio e canale privilegiato di grazia, fonda la sua essenza nel cuore stesso della fede cristiana, nel mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio.

Secondo la concezione veterotestamentaria, ripresa poi dagli iconoclasti, non è possibile rappresentare Dio, poiché qualunque immagine venga realizzata di lui non può essere che un idolo pagano.

E proprio il timore che gli adepti alla nuova religione, ancora malfermi e incerti nella fede, potessero ricadere nell’idolatria, portò i Padri della Chiesa dei primi secoli a diffidare delle immagini e a esortare i cristiani ad astenersene.

Un tempo Dio, non avendo né corpo né forma, non era rappresentabile in alcun modo. Ma poiché ora Dio è apparso nella carne ed è vissuto tra gli uomini, posso rappresentare ciò che è visibile in Dio.

Eppure, paradossalmente, sarà proprio da questo veto di rappresentare Dio che prenderà le mosse, durante le persecuzioni iconoclaste, la strenua difesa delle sacre immagini: san Germano di Costantinopoli e san Giovani Damasceno nelle loro argomentazioni dimostrano che, con l’incarnazione, tale proibizione non ha più alcuna ragion d’essere, poiché è stata radicalmente mutata la relazione fra il Creatore e le creature.

San Germano, patriarca di Costantinopoli, afferma: In memoria perenne della vita nella carne del nostro Signore Gesù Cristo… noi abbiamo ricevuto la tradizione di rappresentarlo nella sua forma umana, cioè nella sua Teofania visibile, ben sapendo che in questo modo esaltiamo l’umiliazione del Verbo di Dio.