Descrizione
Questa icona russa di Santa Olimpia, realizzata nella Regione di Vladimir nella fine del XIX secolo, è dipinta a tempera all’uovo su tavola e misura 22 × 17,2 cm. L’opera raffigura la santa a mezzo busto, con un linguaggio iconografico tipico della Russia centrale di epoca tardo-imperiale. Olimpia indossa un ampio mantello azzurro, colore simbolico della verginità e della purezza, mentre un velo le copre il capo. Nella mano destra tiene un piccolo cucchiaino da medicamenti, e nella sinistra una scatola di medicinali: attributi che richiamano il suo ruolo di diaconessa e di guaritrice, poiché una delle funzioni dei diaconi e delle diaconesse era l’assistenza ai malati.
Santa Olimpiade di Costantinopoli visse tra la fine del IV e l’inizio del V secolo. Figlia del senatore bizantino Anisio Secondo, ereditò un grande patrimonio che impiegò interamente in opere di carità. Dopo la morte del suo promesso sposo scelse la vita verginale e si dedicò a poveri, orfani, vedove e bisognosi. Il patriarca Nettario la ordinò diaconessa, e la sua fama di santità si diffuse rapidamente. Fu molto stimata da Giovanni Crisostomo, Gregorio il Teologo e numerosi gerarchi della Chiesa dell’epoca.
La sua vita fu segnata da prove dolorose: sostenne Giovanni Crisostomo durante il suo ingiusto esilio e fu poi accusata, senza prove, di complicità nell’incendio della cattedrale di Santa Sofia. Venne incarcerata e costretta a ingenti pagamenti, fino all’esilio e alla prigionia a Nicomedia, dove morì nel 409, consumata dalle sofferenze.
Dal punto di vista artistico, l’icona presenta un modellato dei volti morbido e “naturalistico”, unito a una resa grafica delle vesti tipica della produzione della Russia centrale della prima metà del XIX secolo. Il fondo e i bordi, finemente incisi, imitano un ricco rivestimento dorato. In alto compare la scritta “Santa Olimpiade diaconessa”.
Opera elegante e rara, rappresenta un raffinato esempio di arte devozionale russa dedicata a una delle figure femminili più luminose della Chiesa antica.