Descrizione
Questa raffinata icona in bronzo e smalti, opera della tradizione dei Vecchi Credenti del XIX secolo, raffigura il profeta Elia, una delle figure più venerate nella spiritualità russa. Il suo culto, giunto nei territori slavi attraverso Bisanzio, trovò particolare diffusione tra XI e XII secolo, soprattutto a Novgorod, dove il popolo lo considerò maestro di vita ascetica, giusto e severo accusatore del male, capace di ascoltare la voce di Dio nel deserto.
Nella religiosità popolare, il profeta Elia assunse un ruolo ancora più ampio: a lui vennero attribuiti poteri sulle forze della natura — fulmine, tempesta, tuono e nubi — in continuità simbolica con l’antico culto pagano del dio Perun. Non meno determinante fu la tradizione biblica, che descrive Elia come colui che domina fuoco e acqua, elementi al centro delle più note vicende della sua vita.
L’icona presenta nella parte superiore la scena più celebre: l’ascesa al cielo su un carro di fuoco trainato da cavalli alati. Il profeta, avvolto dalla gloria divina, consegna al discepolo Eliseo la milot’, la veste profetica che simboleggia il passaggio dell’investitura spirituale. Sopra la scena, un frammento di cielo con la mano benedicente del Signore reca la scritta “Signore Sabaoth”.
Le scene inferiori narrano altri episodi fondamentali: Elia nutrito miracolosamente dal corvo presso il torrente Cherit; l’apparizione dell’angelo al profeta dormiente; il passaggio del Giordano, quando Elia apre le acque colpendo il fiume con il mantello.
Il bordo è arricchito da eleganti motivi floreali su smalto blu, tipici degli atelier dei Vecchi Credenti, e reca la scritta: “Immagine del Santo profeta Elia”. L’opera unisce finezza tecnica, ricchezza narrativa e forte intensità spirituale.