Descrizione
Questa icona russa della Madre di Dio “Suja di Smolensk”, databile alla fine del XVII secolo e proveniente dalla Russia settentrionale, appartiene a una tipologia mariana profondamente legata alla storia religiosa e civile delle comunità russe colpite dalle grandi epidemie dell’età moderna. La nascita del culto è connessa a una violenta pestilenza che, attorno al 1654, durante il regno dello zar Aleksej Michajlovič, devastò numerose città del paese.
Secondo la tradizione, nella città di Suja, appartenente alla diocesi di Vladimir, la popolazione decise di invocare l’aiuto divino commissionando un’icona della Vergine destinata alla chiesa della Risurrezione. Il migliore iconografo locale lavorò all’immagine per una settimana, mentre gli abitanti lo accompagnavano con preghiere e digiuni. Terminata l’opera, l’icona venne portata in solenne processione e, da quel momento, le furono attribuite numerose guarigioni miracolose. La sacra immagine fu celebrata il 2 novembre, il 28 luglio e, a partire dal 1831, anche l’11 luglio, in memoria della liberazione della città da un’epidemia di colera.
Dal punto di vista iconografico, la Madonna di Suja si ispira nominalmente al tipo dell’Odigitria di Smolensk, ma se ne discosta in modo significativo. La Vergine è raffigurata frontalmente, con il capo lievemente inclinato verso il Bambino; il volto, tuttavia, ha perduto la severa ieraticità bizantina e appare più dolce e umanizzato. Scompare inoltre il gesto canonico della mano che indica Cristo: la Madre sostiene il Figlio con il braccio sinistro, mentre la mano destra è posata sul piede pendente del Bambino.
Ancora più innovativa è la figura di Gesù: la gamba destra è fortemente sollevata, il piede poggia sul ginocchio opposto ed è trattenuto dalla mano, in un atteggiamento infantile e spontaneo. Questo dettaglio, estraneo al rigore dell’iconografia orientale, ha indotto gli storici dell’arte a riconoscere nella Madre di Dio di Suja di Smolensk una chiara influenza occidentale, probabilmente italiana, più attenta alla dimensione umana e affettiva della relazione tra Maria e il Figlio.