Descrizione
Questa splendida icona russa della Trinità del Nuovo Testamento, realizzata tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo nell’ambiente dei Vecchio Credenti di Vyg, rappresenta una delle composizioni teologiche più complesse dell’arte cristiana orientale. Il soggetto, che affonda le proprie radici nell’arte occidentale medievale, trae origine dal Salmo 110,1, dove si accenna al misterioso dialogo tra il Signore e colui che siede alla sua destra. Le interpretazioni patristiche, specialmente di san Gerolamo, condussero alla personificazione delle due nature di Cristo e, nel XII secolo, all’introduzione della figura del Padre e della colomba dello Spirito Santo. L’immagine si trasformò così in una rappresentazione iconografica della Trinità, che passò dall’Occidente a Bisanzio nel XIV secolo e, nei decenni centrali del XVI secolo, entrò stabilmente nella tradizione russa.
A sinistra è raffigurato Cristo, con il tradizionale chitone verde-azzurro e il imation rosso, seduto sul trono invisibile della gloria. Benedice “alla greca” mentre stringe il libro della Legge. A destra appare Dio Padre, identificato dall’iscrizione “Signore Sabaoth”, vestito con la candida tunica dai riflessi rosati, secondo la visione del profeta Daniele (Dn 7,9): «La sua veste era candida come la neve…». Al centro, sospesa tra le due Persone, si libra la colomba dello Spirito Santo.
La scena è racchiusa nella maestosa mandorla teofanica, sostenuta da Serafini, Cherubini e Troni, simboli della gloria increata, secondo le visioni profetiche di Isaia (Is 6,1-7) ed Ezechiele (Ez 1,15-21). L’intera composizione esprime la rivelazione divina nella sua unità e nella sua economia salvifica.
L’icona, di grandi dimensioni (67,5 × 55 cm), rappresenta un pregevole esempio della produzione di Vyg, centro spirituale dei Vecchi Credenti, noto per la raffinatezza teologica e la solennità cromatica delle proprie opere.
