Descrizione
Questa icona russa della Resurrezione di Lazzaro, databile alla metà del XVII secolo, proviene dalla Russia del Nord ed è eseguita in tempera all’uovo su tavola. Il soggetto si basa sul Vangelo di Giovanni (11,1-44), uno dei passi più intensi del Nuovo Testamento. L’episodio narra il miracolo con cui Cristo ridona la vita a Lazzaro, morto da quattro giorni, anticipando la propria Risurrezione e rivelandosi come «la risurrezione e la vita».
L’iconografo segue fedelmente il racconto evangelico. Cristo avanza con gesto imperioso e comanda: «Lazzaro, vieni fuori!». La potenza del miracolo è resa dal movimento della figura del Salvatore, centro visivo e teologico della scena. Alle sue spalle appaiono i discepoli, testimoni attoniti del prodigio. In primo piano, una delle sorelle di Lazzaro — identificabile come Maria — si prostra ai piedi di Gesù in un gesto drammatico e profondamente umano.
Lazzaro emerge dalla tomba ancora avvolto nelle bende funebri, come narra il Vangelo. L’iconografo colloca la scena nel paesaggio roccioso tipico della pittura russa del XVII secolo: il Monte degli Ulivi è reso con forme frastagliate e colori ocra, secondo la convenzione della scuola settentrionale. Lo sfondo dorato conferisce alla scena un carattere liturgico e atemporale.
L’opera mostra la vivacità cromatica, la forza narrativa e il tratto espressivo tipici della Russia del Nord, dove questo tema era molto venerato sia per il suo valore teologico sia per la sua dimensione devozionale. L’icona esprime la speranza cristiana nella vittoria sulla morte e nella promessa della vita eterna, traducendo in immagine uno dei miracoli più significativi compiuti da Cristo.
