Descrizione
Questa preziosa icona in bronzo e smalti raffigura la Madre di Dio “Gioia degli Afflitti”, una delle immagini mariane più amate e diffuse nella Russia del XVII e XIX secolo, soprattutto negli ambienti dei Vecchi Credenti. A partire dal Seicento, l’iconografia russa si arricchì infatti di soggetti simbolici di derivazione occidentale dedicati alla lode della Vergine, e tra essi questo tema divenne rapidamente uno dei più popolari.
La tradizione lega l’origine del culto a un episodio miracoloso avvenuto a Mosca nel 1688: la sorella del patriarca Ioakim, gravemente malata, udì una voce che la invitava a rivolgere le proprie suppliche all’icona conservata nella chiesa della Trasfigurazione in via Ordynka. Dopo essere stata aspersa con l’acqua benedetta, la donna si alzò completamente guarita. Da allora, il 24 ottobre la Chiesa ortodossa celebra la festa dedicata alla Madre di Dio “Gioia di tutti gli afflitti”.
L’iconografia mostra la Vergine in atto di consolazione, mentre tocca con la mano destra uno dei sofferenti, gesto che simboleggia la sua intercessione misericordiosa. La scena è arricchita da una fitta decorazione di fiori sbocciati, emblema della Grazia Celeste e della gioia spirituale elargita dalla Madre di Dio. Attorno a lei compaiono numerose figure che rappresentano gli afflitti dell’umanità, colti nei loro bisogni materiali e spirituali e rivolti alla Vergine in preghiera.
Caratteristica dell’opera è la cimasa a forma di cupola, nella quale appare Cristo Re dei Re e Grande Archiereo, raffigurato sopra le nuvole con le mani benedicenti. Questa presenza sottolinea il legame teologico tra l’intercessione della Vergine e la sovranità cosmica del Figlio.
La fusione accurata, i raffinati rilievi e gli smalti blu profondi collocano questa icona tra gli ottimi manufatti devozionali dei Vecchi Credenti, particolarmente ricercati dai collezionisti per l’eleganza e la ricchezza simbolica.