Descrizione
Questa icona russa della Madre di Dio di Smolensk, databile tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, proviene dalla Russia del nord e riprende fedelmente l’iconografia della celebre immagine taumaturgica venerata a Smolensk, una delle più importanti e cariche di significato nella storia spirituale e politica della Russia.
Secondo le fonti più antiche, l’icona originaria giunse dalla Bisanzio nell’XI secolo. Sarebbe stata portata nel 1046 a Černigov dalla principessa Anna, futura sposa del principe Vsevolod. All’inizio del XII secolo il principe Vladimir Monomach la trasferì nella nuova cattedrale della Dormizione a Smolensk, dove l’immagine divenne presto celebre per i numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione. Da allora prese il nome di Madre di Dio di Smolensk e fu oggetto di una diffusione vastissima attraverso copie anch’esse considerate miracolose.
Il tipo iconografico è quello dell’Odighitria (“Colei che indica la Via”), uno dei più antichi e solenni dell’arte cristiana. La Vergine è raffigurata a mezzo busto, frontalmente, mentre regge il Bambino sul braccio sinistro. Con la mano destra Maria compie il gesto tipico dell’Odighitria: indica Cristo, mostrandolo al fedele come unica via di salvezza e, al tempo stesso, implorando per l’umanità. La Madre di Dio appare così come trono e altare del Logos incarnato.
Su uno sfondo verde chiaro, Maria indossa una veste azzurra e un maphorion color oliva scuro, sotto il quale si intravede la cuffia azzurra. Il Bambino, raffigurato frontalmente, veste una tunica oliva e un manto porpora luminoso; benedice con la mano destra e tiene nella sinistra un rotolo, simbolo della Parola divina. In alto, i monogrammi rosa identificano la Vergine e Cristo secondo il canone tradizionale.
L’Odighitria di Smolensk non è solo un’immagine devozionale, ma anche un’icona storica: fu portata a Mosca nel 1398 per scongiurare l’invasione mongola, fu invocata per la liberazione di Smolensk dal dominio polacco nel XVI secolo e accompagnò l’esercito russo nel 1812, quando il generale Kutuzov la affidò ai soldati durante la campagna contro Napoleone.
Questa icona rappresenta dunque una testimonianza intensa di fede, storia e identità russa, perfettamente inserita nella tradizione dell’arte sacra tra XVII e XVIII secolo.