Descrizione
L’icona russa Madre di Dio di Smolensk – XIX secolo, proveniente da Mosca, riprende fedelmente l’iconografia della celebre Odighitria di Smolensk, tra le immagini mariane più venerate della tradizione russa.
Secondo le fonti più antiche, l’icona originaria giunse in terra russa nel 1046 da Bisanzio, portata dalla principessa Anna, futura sposa del principe Vsevolod. Nel XII secolo Vladimir Monomach la trasferì nella cattedrale della Dormizione di Smolensk, dove l’immagine divenne oggetto di profonda venerazione e fu associata a numerosi miracoli.
Il tipo iconografico è quello dell’Odighitria – “la Conduttrice” – uno dei più antichi dell’arte cristiana. La Vergine, raffigurata a mezzo busto, sostiene il Bambino sul braccio sinistro e con la mano destra lo indica all’osservatore. Il gesto è teologico: Maria non trattiene, ma mostra Cristo come via di salvezza.
Il Bambino appare frontalmente, benedicente, mentre nella mano sinistra regge il rotolo della Legge. La compostezza delle figure e l’equilibrio cromatico – maphorion scuro, tunica azzurra, fondo dorato – conferiscono all’immagine solennità e autorità.
L’Odighitria di Smolensk ebbe un ruolo centrale nella storia russa. Fu portata a Mosca nel 1398 per proteggere la città dalle invasioni. Nel 1812 il generale Kutuzov la affidò simbolicamente alle truppe durante la campagna contro Napoleone.
L’esemplare in esame (44 x 35 cm) riflette la tradizione moscovita ottocentesca, conservando l’impianto classico della tipologia.
Questa icona russa Madre di Dio di Smolensk XIX secolo rappresenta una significativa testimonianza della continuità del culto dell’Odighitria nella Russia imperiale.