Descrizione
Questa Croce dei Patriarchi, realizzata in Russia nel XIX secolo nell’ambito della tradizione dei Vecchi Credenti, rappresenta una delle più complesse e teologicamente dense espressioni dell’arte sacra ortodossa in bronzo fuso e smalti policromi. Si tratta di una croce da kiot, concepita come vera e propria icona tridimensionale, destinata sia alla devozione domestica sia agli oratori e alle chiese.
Al centro domina la Crocifissione di Guslitsy, sormontata da una corona di ventuno cherubini, simbolo della gloria celeste che avvolge il sacrificio redentore di Cristo. L’intero impianto iconografico è costruito secondo una rigorosa lettura verticale e liturgica: sopra la Croce compare la Madre di Dio Odigitria, seguita dall’icona della Madre di Dio del Segno, immagini che esprimono il mistero dell’Incarnazione. Sotto, in atteggiamento di supplica, sono raffigurati gli arcangeli Michele e Gabriele e gli apostoli Pietro e Paolo, mediatori tra il sacrificio del Figlio e la Chiesa terrestre.
Ai lati della Madre di Dio del Segno si trovano due cimase a forma di cupola con la Trinità del Nuovo Testamento e l’Esaltazione della Croce, temi trionfali che glorificano la vittoria della fede cristiana. Attorno alla Croce centrale si sviluppano quattordici scene festive del Pomorje, comprendenti le grandi feste ortodosse e la figura di San Nicola Taumaturgo. A differenza dei polittici tradizionali, le scene non seguono la cronologia evangelica, ma l’ordine del calendario liturgico annuale, che inizia a settembre. La lettura procede dal basso a sinistra verso l’alto, per poi discendere sul lato destro.
Dal punto di vista artistico, l’opera si distingue per l’eleganza del disegno, l’alta qualità della fusione e la raffinata decorazione in smalti azzurri, applicati secondo tecniche tradizionali. Queste croci in bronzo erano particolarmente care ai Vecchi Credenti, ma venivano anche offerte come ex voto nelle chiese ortodosse più venerate. La croce si configura così come una potente sintesi visiva della Chiesa ortodossa festante, riflesso della pienezza della Rivelazione e del ciclo liturgico.